Servizi alle scuole: I belong here

Con il nuovo anno scolastico, il Centro di ricerca e di servizi educativi per le difficoltà di apprendimento presenta le sue proposte per le scuole: i percorsi di metodo di studio e i progetti mirati “I belong here“.

“I Belong Here” è un progetto mirato con percorsi personalizzati!

Obiettivi

• Realizzare interventi individualizzati per rinforzare le competenze disciplinari di base e favorire il successo formativo.
• Realizzare moduli ad hoc per il potenziamento delle abilità sociali e la didattica orientativa
• Realizzare percorsi mirati per gli allievi orientati ad uscire dal sistema scolastico

In relazione alle attitudini e capacità di ciascun minore e dei suoi fabbisogni sociali, i Consigli di Classe della scuola frequentata, in collaborazione con gli operatori dell’Associazione Edimar, optano per la progettualità che maggiormente risponde ai bisogni degli allievi per i quali si é deciso l’inserimento nel progetto.

Qualora il Consiglio di classe preveda interventi che comportino la realizzazione di progetti mirati si impegnerà a predisporre con gli operatori dell’Edimar un piano di lavoro che può prevedere:

a) interventi integrativi per sostenere percorsi curricolari personalizzati, per facilitare il mantenimento dentro l’ambiente scolastico e per poter raggiungere, nelle varie discipline, gli obiettivi ritenuti indispensabili per il proseguimento degli studi;

b) percorsi pomeridiani di sostegno allo studio;

c) partecipazione a moduli ad hoc per il potenziamento delle abilità socio-relazionali e per le attività di orientamento (da realizzarsi per piccoli gruppi sia in orario curricolare che in orario extrascolastico);

Per richieste di intervento
Telefono: 049 8719588
E-mail: apprendimento@operaedimar.org

Dona il tuo 5×1000 all’Opera Edimar!

C’è un modo semplice di aiutarci e che non costa niente: devolvendo all’Opera Edimar il 5xmille allegato alla denuncia dei redditi.

In un momento difficile per tutti e anche per la nostra Opera ogni 5xmille è una goccia utile.

LA CARITA’ E’ SEMPRE NECESSARIA!

Alcuni casi di malsolidarietà…
Ma intanto all’ingiustizia dei servizi pubblici rispondiamo con la carità del popolo
.
Nella comunità familiare di Ca’ Edimar su 9 ragazzi ospitati ben 2 non riescono a frequentare regolarmente i corsi di formazione professionale.

A meno che tutti i casi difficili non siano concentrati da noi, significa che continua ad esserci una richiesta di personalizzazione dei percorsi per alcune situazioni particolari di fronte a cui i Centri di Formazione Professionale, con le risorse normali che hanno, sono impotenti.

Marco” (nome fittizio) é un ragazzo di 17 anni, frequenta (o meglio frequenterebbe) il terzo anno di un CFP molto serio e che stimo molto. 
L’anno scorso, su segnalazione dei servizi sociali di Padova, é venuto qualche pomeriggio a Ca’ Edimar per studiare. A settembre si presenta ai Servizi dicendo Fatemi andare a vivere a Ca’ Edimar perché a casa con la nonna non ne posso più”E cosi accadde. Veniamo a conoscenza di una situazione familiare fragilissima che non sto qui a descrivere. Il primo giorno di scuola ci chiamano: “Marco” non vuole entrare in classe. Le provano tutte, con pazienza, ma niente da fare. E così il Centro ci dice che anche l’anno scorso, in maniera meno accentuata, questo problema c’era, ma avevano potuto attivare un progetto personalizzato perché avevano una tirocinante, ma quest’anno non c’è nessuno che possa fare la stessa attività. Per il rapporto molto positivo che ha con me, ho provato io stesso facendomi invitare nella sua classe a parlare sul tema “I giovani davanti alla sfida del lavoro” (ben accettato dalla scuola dal momento che conoscono i miei trascorsi su queste tematiche) a vedere se entra con me. Pareva di sì ma al momento di entrare un blocco. Anche a Edimar se arriva un gruppo di ragazzi in visita alla struttura lui si rifugia in casa. Capiamo tutti che non sono capricci e che il problema non si risolve con una seduta psichiatrica.

Da allora “Marco” non frequenta più la scuola e l’unica cosa che è riuscito a fare il CFP è offrirgli un tirocinio in una biblioteca fino al 15 giugno per il quale comunque tutta l’assistenza e il tutoraggio è a carico nostro. “Marco” non riesce ancora ad andare da solo in autobus per cui ogni giorno deve essere portato e poi ripreso.
Costo di tutto questo (tutor che almeno per una settimana stia con lui allo stage finchè si adatta, lavoro pomeridiano di potenziamento)? Ovviamente a carico nostro.

Jonatan” (secondo nome fittizio) iscritto a settembre al 1^ anno di un CFP dopo una settimana è stato costretto ad abbandonare la scuola perché con gli altri fratelli ha dovuto entrare in un regime di protezione durato circa 5 mesi.
Un mese fa, accolto in Ca’ Edimar, abbiamo provato a reinserirlo a scuola ma era ovvio che non avrebbe potuto ritornare d’improvviso in una normalità, per cui il CFP ci ha proposto che vada a scuola solo 3 giorni quando c’è il Laboratorio e per il resto facciamo a casa una formazione personalizzata di recupero in vista del prossimo anno (con la reiscrizione al 1^ anno).
Di fatto su 29 ore settimanali del corso ne può frequentare 13. Per il resto il CFP non ha risorse per poterlo aiutare.
Dietro le pieghe dei grandi numeri di ragazzi che frequentano i CFP chissà quanti Marco e Jonathan ci sono e il CFP non è in grado di intervenire più di tanto perciò non può che fare come nelle altre scuole: sospendere, chiamare i genitori….tutte liturgie che conosciamo bene.

Questi “Marco e Jonathan” sono le nostre spine nel fianco, i fatti che ci devono lasciare inquieti e non rifugiarci dietro i numeri e le percentuali, perché la scuola non è come una fabbrica di biscotti che va bene anche se mette in preventivo che una parte di biscotti si rompe e non va inserita nelle confezioni da vendere.
E il sistema formativo sarà ingiusto finchè non prevede un percorso ad hoc, fosse solo per un ragazzo che ne avesse bisogno – che vale tutto l’infinito perché è un istante unico e irrepetibile della gratuità di Dio come ognuno di noi. Mi viene sempre in mente il Luciano della scuola di Barbiana, un ragazzino di 11 anni che doveva attraversare il bosco per recarsi a scuola e doveva passare un ruscello bagnandosi ogni volta scarpe e calzoni; e Don Milani lottò con il Comune perché costruissero un ponticello che il Comune non voleva fare perché sarebbe servito solo per quel ragazzino. Finché la spuntò. Allora Luciano tutto contento se lo dedicò, scrivendo con il dito sul cemento fresco «a me». Il ponte è stato recuperato nell’agosto 2007 con un campo di lavoro e studio di due gruppi scout di Arezzo e Salsomaggiore.
Hanno lavorato tre giorni per liberarlo dai rovi e dalla boscaglia che lo avevano seppellito durante gli anni. Ora è tornato a parlare e raccontare del pastorello che tutti i giorni lo attraversava per andare a scuola.
L’ultima sera, gli scout lo vollero vegliare: accesero le lanterne e con i canti ruppero il silenzio che da anni dominava quel fosso isolato e buio. Il gruppo scout di Salsomaggiore quella sera decise di cambiare nome: si chiamerà clan «Il Ponte di Luciano».

Ecco, la Regione dovrebbe darci i mattoni per costruire anche noi il ponte verso una positività per “Marco e Jonathan” che finora hanno conosciuto molta negatività, e non per colpa loro.

Mario Dupuis

In più di 120 alla festa a Ca’ Edimar “Benvenuta estate”

Domenica 19 Ca’ Edimar si é popolata per la tradizionale festa “Benvenuta estate”, anche se il tempo inclemente faceva più pensare ad una festa di autunno….ma è stata sempre festa. Gli ospiti delle case “mescolati” con gli amici…ognuno si è reso utile, soprattutto perché non potendo organizzare le tavolate all’aperto si è dovuto stare più stretti negli spazi al coperto.

Affollatissimi i momenti di presentazione della mostra di Roberto Filippetti “I colori della misericordia”. Poi la Messa finale. “Egli è qui, come il primo giorno” (Péguy)

Vi aspettiamo numerosi il 19 giugno!!

La tradizionale festa “Benvenuta estate” che ogni anno in questo periodo si svolge a Ca’ Edimar accade in un momento in cui Ca’ Edimar si sta aprendo all’accoglienza e all’ospitalità di varie fasce di persone, non solo i minori da cui è partita la storia di questo luogo. Oggi a Ca’ Edimar vivono anche adulti, madri con figli, giovani e una famiglia di profughi.

La giornata di Domenica 19 GIUGNO è proposta ad amici, volontari, sostenitori e persone che vogliono conoscere quest’opera di carità.

Programma

ore 11/12: aperitivo di benvenuto
ore 12: 1^ turno per presentazione mostra “I colori della misericordia” a cura di Roberto Filippetti
ore 13: grigliatona
canti e giochi
ore 15: 2^ turno per presentazione mostra “I colori della misericordia” a cura di Roberto Filippetti
ore 17: Santa Messa

La quota di partecipazione alla giornata comprensiva di accesso alla mostra e pranzo è libera ed è destinata a sostenere Ca’ Edimar, in particolare le persone accolte che non hanno contributi pubblici per il loro sostegno.

Iscrizioni tramite sms al 347 0291336 oppure via mail a eventi@operaedimar.org

Sono un bambino non sono una diagnosi: il progetto continua con un nuovo bando per 4 borse di ricerca!

Centro Difficoltà di Apprendimento: la Fondazione CARIPARO rinnova il finanziamento per 4 borse di ricerca.


Aperto il Bando per l’assegnazione di 4 borse di studio per attività di ricerca nel progetto: “L’APPRENDIMENTO DIFFICILE: UN PROGETTO DELL’EFFICACIA DEL POTENZIAMENTO DELLO SVILUPPO PROSSIMALE NELLE LEARNING DISABILITIES” in collaborazione con l’Università di Padova.

Per partecipare al bando inviare la domanda all’indirizzo:
Via due Palazzi, 43 35136 Padova.
Anche via e-mail all’indirizzo della posta certificata: fondazione_edimar@legalmail.it 
La domanda dovrà pervenire entro il 11-04-2016!

I vincitori delle quattro borse di studio!

Visto il verbale della Commissione dell’Università di Padova, presieduta dalla Dott.ssa Daniela Lucangeli, si dichiarano i vincitori del bando per l’assegnazione delle quattro borse di studio del progetto: “L’apprendimento difficile: un progetto dell’efficacia del potenziamento dello sviluppo prossimale nelle learning disabilities“.

 Per visualizzare i quattro nomi dei vincitori scarica l’allegato!

Un saluto speciale a Angelo Ferro: nel suo cuore e nella sua sensibilità sociale c’era anche Ca’ Edimar

Domenica 13 marzo è tornato alla casa del Padre Angelo Ferro, noto imprenditore padovano e uomo di spicco della società padovana per il suo impegno nel sociale.

Angelo Ferro, nato a Padova nel 1937, fin da giovanissimo si è interessato di problematiche socioeconomiche, con particolare riferimento all’ambito della longevità, dando vita a Padova nel 1955 insieme a Don Antonio Varotto e Nella Maria Berto alla Fondazione Opera Immacolata Concezione onlus, diventata nel tempo una delle più rilevanti organizzazione non-profit europee con oltre 1.500 dipendenti di 29 diverse nazionalità.

Grazie alla propria parallela carriera accademica (è stato per oltre 30 anni professore di Politica Economica Internazionale e di Economia Internazionale alla Facoltà di Economia dell’Università di Verona) ed imprenditoriale (titolare di un gruppo leader del mercato mondiale nel settore dell’impiantistica alimentare, nonché membro di diversi consigli di amministrazione di società quotate, in particolare nell’ambito editoriale e bancario) ha sviluppato negli anni una specifica sensibilità ed esperienza nell’introduzione di metodologie ed approcci aziendalistici in ambiti di non-profit, alla ricerca di un sostenibile compromesso tra le esigenze di community sociale ed il rispetto dei criteri economici.
Sintesi di particolare significato e concretezza di questo percorso è l’esperienza del Centro Civitas Vitae di Padova, un’area di circa 12 ettari dove oggi convivono armonicamente secondo logiche di stretti legami intergenerazionali strutture residenziali, sanitarie, formative, socio-assistenziali e sanitarie ma anche ludiche, sportive e di avviamento al lavoro
Anche se ciò è meno noto, il suo nome è legato anche a Ca’ Edimar.

Nel 2007 infatti incontrando Mario Dupuis ed alcuni altri operatori di Ca’ Edimar si appassiona alla loro idea di aiutare i giovani che fanno difficoltà a trovare lavoro e che perciò, restando nullafacenti con situazioni familiari fragili, sono esposti al rischio di marginalità e, a volte, devianza.

Nasce così “New Labor”, perché Angelo Ferro, radunando attorno a sé alcuni imprenditori amici, fonda una piccola azienda di lavoro vera e propria e si adopera per costruire a Ca’ Edimar un capannone che consenta di creare piccole catene di produzione su vari settori del terziario in modo che i giovani senza lavoro, in attesa di una occupazione più stabile, sperimentino in un vero ambiente di lavoro l’inizio di un loro percorso di vita attiva; per questa si chiama “impresa di transizione”.

Il capannone viene inaugurato l’11 maggio 2007. La sfida è molto alta, perché i giovani inseriti sono sì giovani fragili, ma non hanno alcuna certificazione che permetta agevolazioni o contributi.
L’incipiente crisi industriale fa sì che dopo 2 anni ricchi di esperienze positive e di varie attività lavorative, New Labor come azienda non riesce a reggere all’urto dei costi di produzione.
Ma Angelo Ferro e i suoi amici non si scoraggiano; accettano la conversione del capannone in attività formative nel settore della panificazione ma desiderano che lo spirito di New Labor continui sotto altra forma.       

Nasce così nel 2009 l’Associazione “Amici di New Labor” di cui Angelo Ferro è presidente fino al febbraio 2010, quando, su sua proposta, viene eletto l’attuale presidente, l’imprenditore Carlo Sabattini, membro della Giunta della Camera di Commercio di Padova, già Presidente di Interporto di Padova.

Angelo Ferro, intervenendo sempre alle riunioni del Direttivo, non ha fatto mai mancare sia il contributo di idee e di giudizi su come oggi deve evolversi la cultura della solidarietà sia il suo contributo economico per elargire le borse lavoro di sostegno ai giovani e agli adulti inoccupati e che Ca’ Edimar continua ad aiutare tramite opportunità di stage, tirocini o possibili brevi esperienze di lavoro, accompagnate anche dall’ospitalità residenziale nei casi di persone senza fissa dimora.
Diceva sempre Angelo Ferro: non facciamo assistenza, ma contribuiamo affinché questi giovani acquistino stima in se stessi e possano affrontare con più maturità le fatiche inevitabili del vivere.
Grazie Angelo da parte di tutta Ca’ Edimar e dalle decine di giovani che hanno avuto e continuano ad avere dall’Associazione “Amici di New Labor” un aiuto per non rimanere soli e senza speranza.

Qui puoi guardare l’intervista ad Angelo Ferro durante un Consiglio Direttivo a Ca’ Edimar dell’Associazione “Amici di New Labor

https://www.youtube.com/watch?v=Z4UEQmhmmXQ

Hai già deciso il tuo futuro?

Per i ragazzi di terza media si avvicina il momento della scelta delle superiori; molti studenti però non hanno ancora le idee chiare su quale scuola superiore scegliere dopo le medie. Quale scuola è più adatta a voi? 

Per capirlo bisogna informarsi bene, ecco perché il Polo di apprendimento offre la possibilità degli sportelli di orientamento e riorientamento rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado.